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Oggi la Generazione Z non si limita più a entrare nel mondo del lavoro: ne rappresenta già una quota crescente e le sue aspettative stanno spingendo le aziende a ripensare il concetto di mobilità. Nati tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del 2010, questi giovani sono cresciuti con Internet e con la consapevolezza del cambiamento climatico come elementi costanti della loro vita. Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: sostenibilità e digitalizzazione non sono più elementi accessori, ma fattori decisivi

 

Questo cambiamento riguarda direttamente chi si occupa di flotte aziendali. Oggi il ruolo del fleet manager va ben oltre il controllo dei costi e della compliance, e l'auto aziendale è diventata un elemento importante per attrarre e trattenere i talenti. Ciò che la nuova generazione richiede in termini di mobilità non è soltanto una questione HR: è anche una sfida per il fleet management. 

 

Ripensare l'auto aziendale: una necessità strategica

 

Per la Gen Z, la sostenibilità è una questione personale che influenza sempre più la scelta del datore di lavoro e ridefinisce le aspettative legate all'auto aziendale. Una ricerca rappresentativa condotta da Alphabet Germania ha rilevato che oltre l'80% degli intervistati considera sia la mobilità sostenibile sia l'auto aziendale benefit interessanti1L'auto aziendale continua quindi a essere apprezzata, a condizione che sia coerente con le aspettative climatiche delle nuove generazioni. La Gen Z mostra un particolare entusiasmo per i veicoli elettrici: più di un terzo dei conducenti di auto aziendali utilizza già un veicolo elettrico e quasi la metà potrebbe immaginare di farlo in futuro1.

 

L'interesse va però oltre il veicolo stesso. L'indagine mostra che l'81% utilizza già, o accoglierebbe positivamente, un contributo aziendale per il trasporto pubblico, mentre una quota analoga è favorevole a un budget di mobilità utilizzabile su più modalità di trasporto. Questi dati segnano un netto cambiamento rispetto al passato: l'auto aziendale con motore termico, un tempo simbolo di status e strumento di fidelizzazione, lascia progressivamente spazio a soluzioni più flessibili e a minori emissioni.

 

Azioni concrete, non dichiarazioni: cosa chiede la nuova forza lavoro

 

Non si tratta di un fenomeno esclusivamente tedesco. Le stesse aspettative emergono in diversi mercati e giocano un ruolo fondamentale nella scelta del datore di lavoro. La Gen Z non accetta le affermazioni sulla sostenibilità senza verificarle: in 44 Paesi, quasi un quarto dei giovani ricerca il comportamento ambientale di un'azienda prima di accettare un impiego, mentre sette persone su dieci considerano l'impatto ambientale un fattore determinante2

 

Per chi prende decisioni sulle flotte, questa è ormai una questione tanto di conformità normativa quanto di valori. La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell'Unione Europea impone a decine di migliaia di aziende di rendicontare il proprio impatto ambientale, comprese le emissioni delle flotte aziendali. Due forze agiscono quindi nella stessa direzione: la normativa richiede i dati e i giovani talenti li verificano prima di firmare un contratto.

Per questo motivo una rendicontazione trasparente rappresenta sia un obbligo legale sia un vantaggio competitivo in termini di employer branding. E la vera trasparenza significa comunicare con onestà non solo i successi, ma anche le difficoltà. È proprio questa autenticità che distingue un impegno concreto dal greenwashing e permette ai fleet manager di riportare i dati con credibilità, rafforzando l'immagine dell'azienda come datore di lavoro responsabile.

 

Soluzioni digitali: il nuovo standard della mobilità aziendale

 

La Gen Z è la prima generazione cresciuta interamente in un mondo digitale. Ha vissuto in prima persona l'evoluzione di Internet e ne ha integrato l'utilizzo in quasi ogni aspetto della vita quotidiana. Questa familiarità con il digitale influenza sia il modo di lavorare sia quello di muoversi. Coinvolgere questa generazione significa comprenderne le preferenze e raggiungerla là dove trascorre gran parte del proprio tempo: sugli schermi.

 

Le soluzioni digitali risultano infatti molto più naturali per la Gen Z rispetto alle generazioni precedenti, come Gen X e Baby Boomer. La comodità si traduce nella possibilità di gestire tutto tramite smartphone, e la mobilità non fa eccezione. Per un fornitore di servizi di mobilità aziendale, soddisfare queste aspettative significa mettere gli strumenti essenziali direttamente nelle mani del conducente: un'app per gestire prenotazioni, consultare contratti, trovare punti di ricarica ed effettuare controlli della patente, tutto da smartphone. Questo livello di autonomia è esattamente ciò che i giovani talenti digitalmente evoluti si aspettano.

 

Dalla teoria alla pratica: come trasformare la mobilità in fleet policy

 

In tutti i mercati emergono le stesse aspettative: minori emissioni, rendicontazione trasparente ed esperienza digitale. Cosa dovrebbe fare quindi un fleet manager? Molto più che scegliere l'auto aziendale. Le politiche di flotta più innovative estendono oggi i benefit a diverse forme di mobilità e incentivano in modo esplicito le scelte a basse emissioni.

 

In pratica questo può tradursi in: budget di mobilità utilizzabili liberamente dai dipendenti; rimborso totale o parziale degli abbonamenti al trasporto pubblico; infrastrutture di ricarica presso la sede aziendale; contributi per l'installazione di wallbox domestiche; incentivi per chi sceglie un veicolo elettrico, ad esempio attraverso l'assegnazione di modelli di categoria superiore. 

Inserite all'interno della fleet policy, queste misure consentono di raggiungere due obiettivi contemporaneamente: ridurre le emissioni e aumentare l'attrattività dell'azienda agli occhi di una forza lavoro che valorizza libertà di scelta e responsabilità ambientale.

Infografica che illustra in numeri le preferenze della Gen Z

L'agenda del fleet management: le priorità per il mercato dei talenti di domani

 

Il messaggio finale è semplice: l'auto aziendale è diventata una leva di attrazione dei talenti e i fleet manager si trovano oggi all'incrocio tra costi, compliance e cultura aziendale.

 

Tre azioni appaiono ormai indispensabili:

 

  1. andare oltre il tradizionale veicolo con motore termico;
  2. garantire la trasparenza dei dati sulle emissioni, sia per gli auditor sia per i giovani candidati più attenti;
  3. rendere l'intera esperienza di mobilità accessibile da smartphone.

 

Il partner giusto può facilitare ciascuno di questi passaggi. Se gestita correttamente, la mobilità smette di essere una semplice voce di costo e diventa una ragione concreta per cui la nuova generazione sceglie un'azienda. Il futuro del fleet management non dipenderà soltanto dai veicoli, ma anche dai valori e dall'esperienza che li accompagnano. Le aziende che lo comprendono oggi saranno quelle che la Gen Z preferirà domani.

 

 

Sources:

1: Alphabet Fuhrparkmanagement GmbH / Toluna, Anforderungen der Generation Z an die Unternehmensmobilität, 2023.

2: Deloitte, Gen Z and Millennial Survey 2025 (44 countries).

3: McKinsey, Mobility Consumer Pulse Survey 2025.

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