MONACO, 13/05/2026 – Da quattro anni l’European Fleet Emission Monitor (EFEM) di Alphabet analizza l’evoluzione della sostenibilità delle flotte aziendali in Europa. Nel 2026, tuttavia, emerge un’inversione di tendenza: per la prima volta dalla nascita dello studio, i principali indicatori di sostenibilità registrano un arretramento. Basato sulle risposte di oltre 630 fleet manager in 12 Paesi europei, raccolte all’inizio dell’anno, il report 2026 evidenzia come questo rallentamento non derivi da una minore volontà di agire, bensì da un contesto normativo incerto. La mancanza di indicazioni chiare spinge molte aziende a rimandare decisioni strategiche, preferendo attendere piuttosto che investire con convinzione.
Per comprendere le cause di questo cambiamento inatteso, l’edizione 2026 introduce una nuova domanda centrale: in che modo l’incertezza normativa influisce sulle decisioni di gestione delle flotte? Il risultato è un mercato che procede a velocità diverse. Il 27% degli intervistati continua a investire nell’elettrificazione e nella riduzione delle emissioni di CO₂, mentre il 19% rimane in una posizione attendista, in attesa di un quadro regolatorio più stabile. Un ulteriore 15% adotta soluzioni temporanee, come i veicoli ibridi. Questa frammentazione rallenta il percorso verso flotte realmente sostenibili e orientate al futuro.
Monitoraggio in calo: meno controllo sulle emissioni, strumenti ancora poco conosciuti
Il dato più rilevante dell’ultima analisi è il forte calo nel monitoraggio della CO₂. Solo il 34% delle aziende europee monitora le emissioni della propria flotta – una riduzione di 9,3 punti percentuali in un solo anno e il livello più basso dall’inizio dello studio. Ancora più significativo, solo un fleet manager su quattro conosce strumenti digitali come Alphabet Carbon Manager in grado di semplificare il tracciamento delle emissioni. Questo lascia molti senza una direzione chiara. Nel frattempo, l’adozione del digitale è in calo: il 32% non è in grado di identificare alcuna sfida legata alla digitalizzazione. Tuttavia, emerge un aspetto positivo: l’adozione dell’intelligenza artificiale sta lentamente aumentando, con l’11% che segnala qualche livello di integrazione (contro il 7% nel 2025).
La sostenibilità delle flotte arretra mentre cresce la polarizzazione
Anche l’integrazione della sostenibilità nella pianificazione delle flotte mostra segnali di indebolimento. Solo la metà delle aziende europee integra la sostenibilità nella pianificazione della flotta – il livello più basso dall’inizio dello studio e in calo rispetto al 60% del 2023. Parallelamente, aumenta la polarizzazione delle posizioni: il 14% dei fleet manager afferma che la sostenibilità non riveste alcuna importanza per la propria flotta, con un incremento di 2,4 punti percentuali su base annua. Anche la conoscenza degli incentivi per l’elettrificazione delle flotte è diminuita nettamente, con solo il 47% a conoscenza dei supporti finanziari disponibili. Inoltre, quasi la metà degli intervistati si sente poco informata sulle opzioni di mobilità elettrica. In questo scenario, anche le politiche più avanzate rischiano di perdere efficacia se non adeguatamente comunicate.
L’elettrificazione tiene, ma servono visione e approccio sistemico
Nonostante le difficoltà, l’elettrificazione delle flotte resta una priorità concreta: il 61% dei fleet manager ha già avviato il processo o prevede di farlo in futuro. Questo impegno costante si distingue rispetto alle difficoltà generali. Tuttavia, i progressi sono rallentati da una serie di ostacoli rilevanti: dalla complessità operativa ai limiti di budget, fino all’accettazione da parte dei dipendenti. Superare queste barriere richiede un approccio olistico, che integri strategia, tecnologia, competenze e gestione del cambiamento.