Una nuova realtà in un nuovo mercato

Un risultato che è qualcosa di più della semplice somma delle sue parti. Questa è la caratteristica distintiva della nuova Alphabet, società appartenente al Gruppo BMW, che, dopo l’acquisizione di ING Car Lease, effettuata nell’ottobre 2011, e la conclusione del processo di integrazione, avvenuta lo scorso 1 luglio, ha rafforzato ulteriormente il proprio posizionamento sul mercato. Con un obiettivo ben preciso: quello di proporsi come leader nei servizi d’eccellenza per la “business mobility”.
I risultati del processo di integrazione sono stati presentati dal board di Alphabet lo scorso 18 luglio nella raffinatissima cornice del Magna Pars Suites di Milano.
Tra i primi player nel comparto delle flotte aziendali in ambito europeo, oggi Alphabet, forte della grande esperienza multimarca di ING e del know-how del Gruppo BMW, è presente in 19 Paesi con prodotti flessibili ed innovativi, in grado di soddisfare qualsiasi necessità. “Questa capillarità - ha spiegato Andrea Cardinali, presidente e amministratore delegato della società - è una delle positive conseguenze dell’acquisizione, risultata particolarmente soddisfacente anche da un altro importante punto di vista, quello della potenziale sovrapposizione del portafoglio clienti, che si è attestata su livelli bassissimi. Basti citare la situazione del mercato italiano, che ha visto coincidere meno di 80 anagrafiche su un totale di oltre 6.000 clienti”. Al termine di una fase di integrazione condotta nel pieno rispetto dei tempi, per Alphabet è giunto il momento di dare concreto valore alla sua nuova architettura e di puntare con decisione alla conquista del proprio mercato di riferimento. “Un mercato - ha proseguito Cardinali - che non si limita certo alla pura e semplice gestione delle flotte e che sta evolvendo a gran velocità, configurandosi in maniera completamente nuova rispetto al passato”.

Un progetto articolato

A illustrare i dettagli del complesso processo di integrazione è stato Maurizio Ceci, post merger integration director: “La chiave del successo - ha dichiarato - è stata la scelta di operare seguendo una rigida pianificazione che prevedeva il raggiungimento di alcuni obiettivi strategici, i cosiddetti “5 One’s”: un unico approccio nei confronti del cliente, una sola organizzazione, un solo modello operativo, una singola piattaforma IT, una unica sede su Milano e una su Roma. Il rapporto con il cliente è stato fin da subito al centro dell’attenzione; non a caso, già a partire da gennaio 2012 era operativa una struttura vendite unificata in grado di interfacciarsi nel modo più chiaro e trasparente con le imprese con le quali operiamo. Un altro fondamentale nodo da sciogliere ha riguardato la struttura organizzativa: ci siamo mossi in modo da sfruttare ogni possibile sinergia, cercando nel contempo di eliminare ogni duplicazione di ruoli e funzioni, e poi, attraverso un confronto aperto e continuo, abbiamo messo a un punto un’unica metodologia di lavoro per ciascun processo. Il risultato del nostro impegno ha dato vita a una realtà autenticamente nuova, la cui filosofia imprenditoriale ha il cliente al proprio centro e si fonda sulla valorizzazione di persone e competenze”.
Strutturato in 1.800 attività, sostenuto da un sofisticato piano di comunicazione declinato da 10 “messaggi chiave” aziendali indirizzati a 13 differenti target (dalle aziende del gruppo ai fornitori, includendo tutti gli stakeholder) e diffusi attraverso 23 piattaforme media, il progetto di integrazione, uno dei più ambiziosi mai sviluppati in Italia, ha coinvolto circa 85 persone. “Ci siamo naturalmente trovati di fronte a delle complessità - ha precisato Cardinali -, che forse hanno riguardato più il planning che la fase esecutiva; abbiamo infatti dovuto spingere la pianificazione ad un livello di granularità e lungimiranza decisamente eccezionali per una società di servizi, per soddisfare al meglio le esigenze dell’azionista, una Casa abituata a fare pianificazioni di lungo e lunghissimo periodo. Un’altra sfida che abbiamo affrontato è stata quella giuslavoristica: siamo partiti da due contratti collettivi e integrativi diversi, e ci siamo a più riprese confrontati con le organizzazioni sindacali per unificarli garantendo la massima soddisfazione possibile di tutte le parti”.

Mobilità a 360°

In questa sua nuova dimensione Alphabet ha tutte le carte in regola per ripensare il concetto stesso di mobilità aziendale. “A livello globale - ha dichiarato ancora Cardinali - si stanno verificando grandi cambiamenti che interessano la tutela ambientale, l’urbanizzazione di massa, il progressivo impoverimento delle risorse naturali del pianeta. Queste ed altre variabili sono destinate a incidere notevolmente nel mercato automotive e noi vogliamo essere pronti a cogliere le opportunità. Stiamo passando sempre più dal concetto di proprietà del veicolo a modalità di utilizzo, noleggio in primis, più flessibili ed arricchite da una gamma di servizi complementari; nel prossimo futuro l’attenzione dei clienti non sarà più focalizzata sul semplice Total Cost of Ownership, ma su un più articolato Total Cost of Mobility, ed è esattamente un’offerta completa di mobilità quella che Alphabet intende proporre”.

Tra i servizi su cui la società punta con convinzione, spiccano il corporate car sharing di AlphaCity e la soluzione a zero emissioni di AlphaElectric. AlphaCity, già operativo in Germania, Francia e Inghilterra e che in Italia verrà presentato all’inizio del prossimo anno, è organizzato sull’architettura standard del noleggio a lungo a termine, ma sfrutta l’innovazione digitale per effettuare on-line sia la prenotazione che il monitoraggio e un’avanzata tecnologia RFID per consentire l'accesso alla vettura e la guida senza bisogno di chiavi.
Rispetto al classico pool di auto in locazione, il sistema offre un gran numero di vantaggi per l’azienda e il singolo driver, non solo perché elimina tutti i tipici fastidi e contrattempi (es: tracciatura di utenti, disponibilità, stato d’uso, livello carburante, etc.), ma anche perché prevede per i dipendenti la possibilità, dietro pagamento di una tariffa, di utilizzare le vetture della flotta per i propri spostamenti privati. Tutto questo si traduce in un’assoluta trasparenza di costi per l’azienda, che non deve più gestire note spese e rimborsi chilometrici e in una maggiore libertà per i dipendenti stessi, che anche al di fuori dell’orario di lavoro possono contare sulla disponibilità di un veicolo.
“Nel realizzare prodotti di questo genere - ha dichiarato Marco Girelli, direttore sales & marketing - ci muoviamo, in accordo con quella che è la nostra vocazione, su un duplice binario: rispondiamo ai bisogni dei nostri clienti e, nello stesso tempo, anticipiamo necessità di cui ancora non sono del tutto consapevoli. Oggi sono ancora poche le imprese che hanno cominciato a ragionare su un concetto di mobilità cosi come lo intendiamo noi; Alphabet naturalmente si rivolge a loro, ma anche a tutte quelle aziende che ancora sono lontane da questa prospettiva, dialogando con le prime su un piano più squisitamente commerciale e proponendosi alle seconde più come consulente che come società di servizi, portando alla loro attenzione studi, dati oggettivi e offrendo concrete occasioni di dialogo. In quest’ultimo caso, il nostro è un approccio culturale, ed è qualcosa in cui crediamo, perché ci interessa molto di più condividere una prospettiva che vendere un prodotto. Certo, in questo periodo di crisi, con le imprese che devono intervenire sui costi, sul contenimento dei consumi, delle emissioni inquinanti, sul downsizing delle motorizzazioni, è più semplice farsi ascoltare, ma quel che va sottolineato è che Alphabet non insiste solo sul risparmio, ma anche sull’importanza di dar vita a un nuovo modo di muoversi”.
Questo nuovo modo, naturalmente, parla anche il linguaggio dell’elettrico. In quest’ambito Alphabet ha una proposta ad hoc, che sarà presentata a settembre: AlphaElectric, soluzione che permette l’integrazione di veicoli elettrici nelle flotte aziendali riducendo significativamente le emissioni e rendendo possibile una mobilità aziendale sostenibile. “Anche per quanto riguarda l’elettrico - ha concluso Girelli - questo è un periodo di grandi cambiamenti: stanno nascendo le prime vere auto elettriche, la rete infrastrutturale aumenta, ma quel che più conta è che la nostra offerta non si limita a questa tecnologia ma prevede la possibilità di integrazione tra le vettura a zero emissioni e altri mezzi, così da soddisfare un’ampia gamma di bisogni: AlphaElectric è molto più di un prodotto, amiamo definirlo un ‘ecosistema olistico’, che comincia dalla consulenza per individuare le reali esigenze del cliente”.